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Chiesetta di S. Ambrogio

La Cascina di Sant’Ambrogio è la più antica del comune, risale al IV secolo e si trova sull’antica strada dei carri, poco distante dalla strada romana militare che portava da Milano all’Oriente. Questo luogo vanta ricordi di Sant’Ambrogio e di sua sorella Santa Marcellina. A far da testimonianza tra le relazioni dei due illustri personaggi con questa terra, sono l’antica villa ed un prezioso reliquiario oggi conservato nella Chiesa parrocchiale di S. Bartolomeo di Brugherio.

 

Sant’Ambrogio, vescovo di Milano, l’aveva comprata a scopo di villeggiatura estiva com’era in uso presso i romani. Alla sua morte lasciò tutti i suoi beni alla Chiesa di Milano e in usufrutto alla sorella Marcellina che vi condusse vita monastica insieme ad altre compagne, custodendo e venerando le reliquie dei tre Re Magi.

 

Le prime notizie scritte relative a tale luogo si hanno tuttavia a partire dal X secolo. Solo dopo il Mille infatti, documenti d’archivio provano la presenza delle monache benedettine che, ampliata l’antica casa di Santa Marcellina, fondarono un vero monastero a fianco del quale costruirono la chiesa oggi esistente.

 

Chiesetta di Sant'Ambrogio - BrugherioL’antico oratorio non era l’attuale chiesetta dedicata a Sant’Ambrogio, ma una più piccola stanza incorporata nella parte più antica del caseggiato. In questa zona si registrava l’esistenza di un armadietto-reliquiario con le pareti affrescate raffiguranti l’Adorazione dei magi, destinato a contenere le sante reliquie che, nel 1613, furono trasferite nella chiesa parrocchiale per disposizione dell’allora vescovo Federico Borromeo.

 

Con la soppressione napoleonica del monastero, il complesso di edifici divenne dimora signorile e poi abitazione colonica; gli affreschi che ornavano l’antico oratorio furono scrostati e le pareti intonacate a migliore e più sicuro governo dei bachi da seta.

 

La facciata dell’attuale chiesa è in laterizio in stile romanico lombardo; due monofore a tutto sesto stanno ai lati del portale di granito. Per architrave è stato usato quello antichissimo e di sommo pregio archeologico della facciata originaria, su cui compaiono in bassorilievo il Leone e l’Aquila, simboli degli Evangelisti Marco e Giovanni, e al centro, una Croce greca che prova l’antichità della chiesa.

 

Croce raggiata Salus mundi - BrugherioL’interno è a navata unica con la volta a capanna sostenuta da capriate lignee aventi orditure decorate. Un arco a tutto sesto precede l’altare e due Angeli oranti sono affrescati sul timpano superiore, dove compare anche la Croce raggiata Salus mundi.

 

La volta del presbiterio è a spicchi azzurri stellati e costole di mattoni, sovrasta un altare in pietra su cui compare una copia della preziosa pala quattrocentesca raffigurante Cristo, Sant’Ambrogio e Sant’Agostino. L’opera originale è custodita dalla famiglia Dubini, proprietari del complesso dal 1903. Nel mezzo della tavola campeggia il Cristo che indossa il manto rosso della Regalità, tiene nella mano sinistra la Croce astile come trofeo della vittoria e con la destra indica il Costato. Alla sua destra è Sant’Ambrogio, e alla sinistra Sant’Agostino che reca un cuore, prova che !n da quei tempi fosse conosciuta la devozione al Cuore di Gesù.

 

Chiesetta di Sant'Ambrogio - Brugherio

 

Al di sopra della pala ci sono sei formelle con decorazioni gotiche raffiguranti San Luca, San Giovanni, Dio, la Colomba e i Santi Apostoli Pietro e Paolo. In questa pala è evidente che la concezione e la formazione dell’artista siano legate al gotico, si pensa dunque ad un autore di provenienza nordica e non di origine lombarda.

 

Più aderenti alle formule lombarde sono invece gli affreschi ricomparsi sulle pareti laterali durante una campagna di restauro eseguita all’inizio del Novecento. Sulla destra è rappresentata l’illustre fraterna dei tre Ambrosii: Marcellina, Ambrogio e Satiro; la Santa in aspetto ieratico regge con la mano destra dei fiori; il vescovo imberbe, in manto e mitria, benedice con una mano e si appoggia con l’altra al pastorale e San Satiro è caratterizzato da un’espressione vagamente bizantineggiante. A sinistra compaiono San Sebastiano alla colonna e il Papa Fabiano martire benedicente.

 

Queste pitture rappresentano una testimonianza significativa, seppure frammentaria, della grande stagione della decorazione murale che tra il XIV e il XV secolo interessò le chiese rurali della campagna milanese e brianzola. Nonostante una certa rigidità di impianto e alcune ingenuità nella rappresentazione anatomica delle figure, tali affreschi rivelano apprezzabili tentativi di resa espressiva nei volti e la ricerca di delicati effetti cromatici.

 

 

 

 

 

I testi di queste schede sono tratti dalle descrizioni dei luoghi che ospiteranno o hanno ospitato la rassegna musicale Piccole Chiese e dintorni, organizzato dall'Assessorato alla Cultura in collaborazione con il Teatro San Giuseppe e la Fondazione Luigi Piseri.

 

Le descrizioni sono frutto di una ricerca condotta dall’ esperta di storia locale Vicky Porfidio.